La quantità e il tipo dei minerali presenti determinano anche una serie di altre indicazioni che possono essere riportate in etichetta con l’autorizzazione del Ministero della Salute:
Infine la legge impone che debbano essere riportate in etichetta anche eventuali controindicazioni. Sempre con riferimento ai vari minerali contenuti e alle caratteristiche di un’acqua minerale, le etichette possono riportare altre informazioni aggiuntive che sono:
Quest'ultima indicazione, che si può trovare in molte etichette, è dovuta al fatto che l’acqua minerale, a differenza di quella potabile, come descritto precedentemente, non può essere disinfettata con i composti di cloro per eliminare eventuali microbi nocivi: deve essere buona da bere così come sgorga dalla sorgente e deve poter conservare tale purezza originaria fino al consumo. E' permessa soltanto la sottrazione di alcune sostanze eventualmente in eccesso, come lo zolfo o il ferro mediante filtrazione o decantazione preceduta da ossigenazione. Le altre indicazioni dipendenti dal contenuto dei vari minerali, consentono di chiamare calcica un'acqua il cui tenore di calcio è superiore a 150 milligrammi per litro, magnesiaca se il magnesio supera i 50 milligrammi, contenente bicarbonato se questo supera i 600 milligrammi e così via. Si tratta di indicazioni che danno al consumatore una immediata percezione delle caratteristiche dell'acqua anche in rapporto alle proprie esigenze nutrizionali o di salute: se un anziano è stato consigliato dal medico di evitare alimenti ricchi di sodio, che fa alzare la pressione arteriosa, potrà scegliere un’acqua "indicata per le diete povere di sodio", mentre chi ha bisogno di fluoro per evitare la carie dentaria potrà scegliere un’acqua "fluorata".
Ogni minerale, infatti, ha una sua funzione nell’organismo che può così essere riassunta:
Unione Nazionale Consumatori
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