L'acqua che beviamo
risorsa preziosa per la salute e la sete
|
Si scrive H2O,
la molecola è composta da un
atomo di ossigeno (O) e due di idrogeno (H2),
ma tutti la chiamano acqua.
E' una sostanza davvero strana, perché l'idrogeno è altamente
infiammabile e l'ossigeno alimenta e moltiplica la fiamma, eppure l’acqua
spegne il fuoco. Senza acqua non vi sarebbe la vita, neanche per i
microbi, tanto è vero che, quando si cercano indizi di vita sugli altri
pianeti, si cerca per prima cosa l’acqua.
Una foglia di insalata sembra un alimento solido, ma può essere
costituita fino al 98 per cento da acqua. Anche il corpo umano e quello
degli animali è costituito per la maggior parte da acqua, che, in questo
caso, si chiama acqua "organica".
Come
si può facilmente notare, l'acqua è un liquido e se si versa su un piano
comincia a scorrere. Questo succede perché le molecole di H2O
non sono molto legate come nei solidi ma, per così dire, scorrono le une
sulle altre quasi come un mucchio di palline accatastate. Se la
temperatura si alza, l’acqua diventa vapore, perché le molecole si
allontanano ancora di più le une dalle altre; se invece la temperatura si
abbassa, si legano e l’acqua diventa ghiaccio. Stranamente, però, il
ghiaccio, anche se è più compatto, è meno pesante dell’acqua e
infatti galleggia su di essa.
La disposizione delle molecole è tale da rendere minore la densità; in
altre parole, il ghiaccio "si espande" e, per questo motivo, se
si riempie di acqua un contenitore di vetro leggero e, dopo averlo chiuso,
lo si mette nel freezer, si può notare che a causa dell’espansione il
ghiaccio tende a rompere il contenitore.
Che sia liquida, ghiacciata o allo stato di vapore, l'acqua che evapora
non va mai persa e, attraverso un ciclo, ritorna sempre alla terra anche
se è quella organica delle sostanze viventi e questo spiega perché
esiste da miliardi di anni. Vi sono invece altri elementi (per esempio, l’elio),
che sono leggerissimi e tendono a fuggire dalla terra vincendo la forza di
gravità e disperdendosi nello spazio, anche perché si legano
difficilmente con altri elementi.
Per fortuna l'idrogeno che pure è leggerissimo e l’ossigeno i cui atomi
sono più pesanti si legano facilmente per formare acqua o altre sostanze.
Miliardi di anni fa si sono formati i mari, dai quali sono poi nati tutti
gli esseri viventi.
Il cosiddetto "ciclo dell’acqua"
è fondamentale dunque per l’equilibrio della vita sulla terra: le
acque che evaporano da mari, laghi e fiumi formano le nuvole e precipitano
sulla terraferma rientrando nella circolazione di superficie e in quella
sotterranea. In caso contrario le sorgenti si esaurirebbero.
Anche nel nostro corpo l’acqua svolge un ruolo importantissimo: la sua
funzione principale è quella di sciogliere le sostanze nutritive e
trasportarle a tutte le cellule, recuperando da queste le sostanze di
rifiuto, che vengono poi espulse, per lo più attraverso le vie urinarie.
L'acqua interviene anche nel mantenimento della temperatura corporea
attraverso il meccanismo della sudorazione, che sottrae calore alla
superficie cutanea.
Per tale motivo la quantità di acqua nel nostro corpo, ovvero il
cosiddetto "bilancio idrico", deve essere continuamente
reintegrata bevendo o mangiando alimenti che la contengono, altrimenti si
rischia di compromettere le funzioni dell’organismo.
Ecco, a titolo di esempio, quanta acqua contengono alcune parti del nostro
corpo:
| corpo vitreo dell’occhio |
99,5% |
| succhi digestivi |
98,0% |
| cervello |
86,0% |
| cuore e polmoni |
79,0% |
| intestino |
77,0% |
| pelle |
72,0% |
| fegato |
70,0% |
| ossa |
22,0% |
| denti |
10,0% |
Se nel nostro organismo il bilancio idrico
è in negativo, speciali sensori trasmettono al nostro cervello un
messaggio e subentra la sensazione di sete. Ma anche quando il bilancio
idrico è in equilibrio si può sentire bisogno di acqua: quando si è
mangiato troppo o determinati alimenti, lo stomaco richiede acqua, la
quale aiuta la digestione; infatti, poiché è un grande solvente,
favorisce lo scioglimento dei cibi in particelle più piccole; inoltre,
regola le reazioni chimiche della digestione e, se contiene minerali
appropriati, corregge anche eventuali disfunzioni dei succhi gastrici che
devono assicurare la digestione.
Normalmente, l’acqua contiene minerali che ne
caratterizzano la composizione, anzi più minerali contiene e più è
"minerale", anche se per legge questo nome è riservato a un
solo tipo di acqua, come si dirà in seguito.
E' presso che impossibile
trovare due tipi di acqua provenienti da due zone o fonti diverse di
composizione identica. Il vapor d’acqua, invece, che va a formare le
nuvole, è sempre uguale, essendo acqua pura (H2O)
senza minerali.
Proprio per tale motivo l’acqua piovana non si può
bere, in quanto ha un potere assai più "solvente" e tende a
catturare sali minerali dove li trova.
E' chiaro che bevendone un
bicchiere non succede niente, ma un uso continuato di essa può
"demineralizzare" l’organismo e decalcificare le ossa. Lo
stesso vale per la neve, mentre per il motivo opposto non si può bere l’acqua
di mare, che è troppo ricca di sali minerali e altera la composizione del
sangue. Se si beve acqua di mare, aumenta la sete, cioè la richiesta di
acqua dolce (la normale acqua non marina) per ristabilire nell’organismo
una composizione equilibrata dei sali minerali. Acqua pura è anche quella
distillata che si trova in vendita al supermercato per altri usi e che
viene ricavata, appunto, dal vapor acqueo.
Le perdite di acqua del nostro organismo si devono,
oltre che al sudore vero e proprio, alla continua evaporazione attraverso
la pelle, attraverso l’aria espirata dai polmoni e alla eliminazione con
urina e feci.
Spetta ai reni il compito di filtrare i liquidi organici per
eliminare le scorie dell’organismo: se si beve molto, si elimina urina
più diluita; se, al contrario, si assumono minori quantità di acqua, l’organismo
ne recupera una parte: l’urina è più densa e concentrata e in essa
diminuisce l’acqua per allontanare le scorie; queste si depositano nei
reni e, negli organismi predisposti, si possono facilmente formare i
dolorosi "calcoli renali".
Per questo e per gli altri motivi
già detti è indispensabile bere, meglio in abbondanza che con
parsimonia. Il bisogno varia da individuo a individuo e dipende da ciò
che si mangia, dalle proprie necessità fisiologiche, secondo età, sesso
e massa corporea, dalle stagioni, dalla temperatura e dall’attività
fisica esercitata.
Il fabbisogno idrico è più elevato nei bambini, ma
anche gli anziani devono bere spesso perché con l’età lo stimolo della
sete si può attenuare e ci si "dimentica" di bere.
