LABORATORIO N. 2

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Carissimi
amici, ho guardato con piacere il filmato della gita di classe che mi
avete inviato perché potessi conoscervi meglio.
Mi ha stupito però quella scena in cui
riempite buste d’acqua per lanciarvi i gavettoni (si dice così ?
).
Qui da me il ghiaccio non manca, ma,
per procurarsi l’acqua, bisogna ancora faticare, soprattutto nei
villaggi più piccoli e isolati. Voi invece di acqua ne avete tanta, ma mi
chiedo: non sarete un po’ spreconi?
Credo che tutti nel mondo dobbiamo
imparare a risparmiare acqua anche quando ne disponiamo in quantità
abbondante: si tratta di modificare le proprie abitudini.
Per verificare i comportamenti diffusi
nelle vostre famiglie e quartieri, perché non provate a realizzare
interviste a parenti ed amici su come e quanto consumano l’acqua, se
cercano di risparmiarla e in quali modi.
Attendo i risultati dell'inchiesta.
Occhio ai consumi
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Suddivisi in piccoli gruppi (4- 5 ragazzi per
gruppo) intervistate, utilizzando il questionario proposto, un
numero di persone uguale per ogni gruppo. Compilate poi una
tabella di spoglio dei dati dell’intervista, riportate le
frequenze delle risposte ottenute e, quando possibile, le
frequenze relative e le percentuali, in apposite griglie. Al
termine, inserite i dati in opportuni diagrammi e valutate i
risultati ottenuti.
Potete anche approfondire l’argomento sulla base di ricerche
statistiche (consultando il sito internet dell’ISTAT o delle
aziende acquedottistiche della vostra regione) sui consumi medi
d’acqua e sulle possibilità di risparmio. |
Questionario
Acqua in casa
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Per un
buon funzionamento dell'impianto idrico interno alle abitazioni
occorre che:
 | la pressione dell'acqua erogata sia regolare e garantisca
la giusta portata ad ogni rubinetto; |
 | gli scarichi funzionino regolarmente e in casa non arrivino
cattivi odori.
Per ottenere ciò, le colonne di scarico devono
essere prolungate sino al tetto in modo da garantire un
continuo ricambio d’aria; |
 | le acque di scarico non si mescolino con quelle piovane che
devono scorrere in colonne indipendenti, chiamate pluviali; |
 | quando l’impianto è nuovo o ha subito importanti
interventi di trasformazione è bene sincerarsi che l’istallatore
abbia provveduto a lavare con sostanze disinfettanti e quindi
risciacquare accuratamente le tubazioni. |
Probabilmente non tutte le prescrizioni qui
richiamate vengono puntualmente rispettate in ogni abitazione,
specialmente quando l’impianto idrico è stato realizzato da
molti anni.
Può essere utile quindi costruire un Osservatorio
sulla sicurezza: ciascuno di voi verifichi nella propria casa
il rispetto delle norme qui esposte e soprattutto evidenzi le
situazioni di difformità. Dopo aver confrontato insieme i dati
rilevati, sintetizzatele percentualmente in una tabella.
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Dai risultati delle interviste abbiamo capito che hai
proprio ragione: siamo degli spreconi.
Il fatto è che oggi per noi è tutto
semplice: apriamo un rubinetto e l’acqua scorre talmente abbondante che
non ci accorgiamo di quanta ne perdiamo inutilmente.
Dobbiamo proprio imparare a
risparmiarla, anche pensando a quelli come te che, in tante regioni del
mondo, faticano ancora molto per procurarsela.
Eppure anche da noi, fino a settanta
anni fa, non era molto diverso. Durante le interviste, il nonno di un
nostro compagno ci ha raccontato che, quando lui era bambino, nel suo
piccolo paese, per procurarsi l’acqua si doveva andare alla fonte.
Abbiamo deciso allora di raccogliere
altre testimonianze di quando l’acqua si attingeva da pozzi e sorgenti;
abbiamo raccolto anche qualche bella foto d’epoca, ma soprattutto
abbiamo lasciato che i nostri nonni raccontassero:
Ecco il frutto del loro
racconto e dei nostri lavori:
L'album dei ricordi.
Buona lettura.

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